
L’Aeronautica degli Stati Uniti ha compiuto un importante passo avanti nello sviluppo della sua prossima bomba antibunker confermando la designazione ufficiale GBU-76/B per la Next Generation Penetrator (NGP).
L’arma è stata progettata per sostituire l’attuale GBU-57/B Massive Ordnance Penetrator (MOP), divenuta ampiamente nota dopo il suo impiego contro installazioni nucleari sotterranee iraniane durante l’Operazione Midnight Hammer. La nuova arma dovrebbe offrire capacità pari o superiori a quelle della sua predecessora.
Documenti contrattuali pubblicati di recente mostrano che il programma sta entrando in una fase più ampia di sviluppo, che comprende ricerca, produzione, test e integrazione. Tra le aree coinvolte figurano la creazione di nuove spolette, sistemi di navigazione alternativi in grado di operare anche in assenza del GPS, lo sviluppo della carica esplosiva e l’integrazione della munizione sugli aeromobili. L’elenco comprende inoltre software per la pianificazione delle missioni, attrezzature per l’addestramento e supporto logistico.

Sebbene molti dettagli rimangano riservati, l’Aeronautica ha già indicato che la testata della GBU-76/B dovrebbe pesare circa 10 tonnellate, portando il peso totale dell’arma a un valore compreso tra 9 e 13,6 tonnellate. Sono inoltre in corso studi per integrare tecnologie innovative, inclusi sistemi propulsi che aumenterebbero la gittata e potrebbero migliorare la capacità di penetrazione contro obiettivi fortemente protetti.
Il programma riflette la crescente preoccupazione degli Stati Uniti per le installazioni sotterranee sempre più sofisticate presenti in Paesi come Cina, Russia, Corea del Nord e Iran. Mentre la MOP continuerà a ricevere aggiornamenti e resterà in servizio ancora per diversi anni, la futura GBU-76/B dovrebbe ampliare significativamente le opzioni convenzionali disponibili per distruggere bunker profondi e altre strutture militari altamente protette.
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Fonte: The War Zone | Foto: USAF | Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dal team editoriale.
